
Google ha avviato il rollout dell’August 2026 Spam Update: è il terzo aggiornamento antispam confermato dell’anno e riguarda tutte le lingue e tutti i mercati, Italia compresa. Il rilascio è partito il 18 agosto 2026 e, secondo Google, richiederà alcuni giorni per completarsi. Durante questa finestra le oscillazioni nei posizionamenti sono normali: in questo articolo trovi cosa sappiamo con certezza, cosa colpisce l’aggiornamento e come comportarti senza commettere errori sull’onda emotiva.
Cos’è l’August 2026 Spam Update
Uno spam update è un aggiornamento con cui Google rafforza l’applicazione delle proprie norme antispam. A differenza dei core update, che ricalibrano il modo in cui l’algoritmo valuta la qualità e la pertinenza complessiva dei contenuti, gli spam update hanno un obiettivo più mirato: individuare e declassare le pagine e i siti che violano le regole, spesso con l’aiuto di SpamBrain, il sistema di intelligenza artificiale che Google usa dal 2018 per riconoscere lo spam.
L’August 2026 Spam Update non introduce nuove policy: rafforza quelle già esistenti. È importante ricordarlo, perché significa che i siti costruiti nel rispetto delle linee guida non hanno nulla da temere, mentre chi ha adottato scorciatoie rischia un ridimensionamento anche netto della visibilità organica.
Cosa sappiamo del rollout
- Data di avvio: 18 agosto 2026, alle 9:27 del mattino ora del Pacifico (circa le 18:30 in Italia).
- Tempistiche: Google ha dichiarato che «potrebbero servire alcuni giorni» per il completamento. Per avere un riferimento, lo spam update di marzo 2026 si è chiuso in circa 19 ore e mezza — il più rapido mai registrato — mentre quello di giugno 2026 ha richiesto circa due giorni.
- Portata: l’aggiornamento è globale e riguarda tutte le lingue e tutte le aree geografiche.
- Contesto: è il terzo spam update confermato del 2026, dopo quelli di marzo e giugno.
- Comunicazione: Google lo ha registrato sul Search Status Dashboard senza pubblicare un articolo di approfondimento dedicato, come invece era accaduto in passato.
Va aggiunta una nota utile a chi monitora le SERP: nei giorni precedenti la conferma ufficiale — indicativamente tra l’1 e il 3 agosto e di nuovo tra il 12 e il 13 agosto — molti strumenti di tracciamento hanno rilevato volatilità anomala. Non è chiaro se si sia trattato di un rilascio anticipato o di regolazioni separate, ma è un segnale che l’ecosistema di ranking era già in movimento prima del 18 agosto.
Cosa colpisce l’aggiornamento
Poiché l’update fa rispettare le policy già in vigore, i comportamenti più esposti sono quelli che Google considera spam da tempo. Nel 2026, però, l’attenzione si concentra soprattutto su un fenomeno esploso con l’AI generativa: la produzione massiva di contenuti a basso valore. Ecco le pratiche più a rischio:
- Scaled content abuse: grandi quantità di pagine generate soprattutto per posizionarsi, non per essere utili alle persone — spesso testi AI pubblicati senza controllo editoriale né valore originale.
- Manipolazione delle risposte AI: da maggio 2026 le norme antispam includono esplicitamente i tentativi di manipolare le risposte generative di Google, comprese le AI Overviews e l’AI Mode.
- Abuso di domini scaduti: acquisto di domini con storico autorevole per riproporli con contenuti non correlati.
- Contenuti copiati o “scraped” e pagine doorway create solo per intercettare query.
- Cloaking, keyword stuffing e testo nascosto: tecniche di manipolazione classiche che restano nel mirino.
I siti più vulnerabili sono quindi quelli che pubblicano contenuti sottili o templatizzati su larga scala, le “fabbriche” di pagine programmatiche e i progetti costruiti su domini scaduti. Se vuoi capire in profondità come funzionano queste regole e come metterti al riparo, abbiamo preparato una guida completa alle policy antispam di Google.
E adesso? Cosa fare durante il rollout
La regola d’oro durante un aggiornamento in corso è una sola: non intervenire d’impulso. Le fluttuazioni nei posizionamenti sono la norma finché il rilascio non è completo, e reagire a caldo — cancellando pagine, cambiando struttura o riscrivendo mezzo sito — rischia di fare più danni che benefici. Ecco l’approccio che consigliamo:
- Attendi la fine del rollout prima di trarre conclusioni: solo a rilascio completato i dati sono affidabili.
- Monitora Google Search Console con costanza, tenendo d’occhio impression, clic e posizione media dei contenuti principali.
- Verifica la conformità del sito alle norme antispam: contenuti realmente utili, nessuna pagina generata in serie senza valore, profilo di link naturale.
- Non confondere volatilità e penalizzazione: un calo temporaneo durante il rollout non equivale a una penalità.
- Controlla eventuali azioni manuali nella sezione dedicata di Search Console: solo in quel caso ha senso una richiesta di riconsiderazione.
Un’ultima avvertenza sui tempi di recupero: se un sito è stato interessato, la ripresa può richiedere mesi, perché i sistemi automatici di Google hanno bisogno di tempo per riconoscere che le regole sono rispettate. La pazienza, in questa fase, è una strategia.
Teniamo monitorata la situazione
In SeoMask seguiamo ogni aggiornamento dell’algoritmo di Google e ne analizziamo l’impatto sulle SERP italiane, con un occhio di riguardo per eCommerce e siti aziendali. Continueremo a monitorare l’evoluzione dell’August 2026 Spam Update nelle prossime settimane e aggiorneremo questo articolo in caso di sviluppi.
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