
Google ha cambiato il modo in cui Googlebot legge i tuoi dati strutturati JSON-LD, e per alcuni siti questo significa rich result che smettono di funzionare. Non è un aggiornamento dell’algoritmo di ranking: è una modifica tecnica al parser di Google, annunciata il 21 agosto 2026 da Gary Illyes di Google Search Central. In pratica, Google ora applica un solo passaggio di “unescaping” HTML quando estrae il JSON-LD dalle pagine. Chi usa entità HTML “doppiamente escapate” rischia di veder sparire stelline delle recensioni, prezzi, FAQ e altri risultati arricchiti dalla SERP. Vediamo cosa significa in concreto e cosa controllare.
Cosa ha annunciato Google
La comunicazione è arrivata tramite i canali di Google Search Central. La frase chiave è questa:
«Per allineare il nostro parser allo standard JSON e agli altri standard, abbiamo modificato l’estrazione del JSON-LD e ora applichiamo un solo passaggio di unescaping HTML.»
Gary Illyes ha aggiunto un riferimento utile a chi sviluppa: le regole corrette per l’escaping in JSON «sono definite molto bene nell’RFC 8259, in particolare nella sezione 7». Tradotto: Google smette di “correggere” da sola il markup malformato e si aspetta un JSON-LD conforme agli standard. Al momento dell’annuncio la modifica non risultava ancora registrata nel changelog ufficiale della documentazione, ma è già operativa.
Cos’è l'”escaping” e perché il doppio escaping è un problema
Facciamo un passo indietro. Nel codice HTML alcuni caratteri hanno un significato speciale e vengono scritti tramite “entità”: la e commerciale & si scrive &, il segno di spunta ✔ si può scrivere ✔, e così via. Quando Googlebot legge il JSON-LD dentro il tag <script type="application/ld+json">, deve “sciogliere” (unescape) queste entità per ricostruire il testo reale.
Il problema nasce con il doppio escaping: alcuni CMS, temi o plugin generano il markup applicando due livelli di codifica, producendo stringhe come &amp; (per rappresentare una singola &) oppure &&. Fino a ieri Google faceva più passaggi di unescaping e “srotolava” comunque questi valori. Da oggi non più.
Prima e dopo: cosa cambia in pratica
- Prima: una stringa come
&amp;veniva processata più volte e Google la riconduceva al carattere finale&. - Ora: con un unico passaggio,
&amp;si ferma alla stringa letterale&invece di risolvere in&. Allo stesso modo✔✔resta un testo letterale e non diventa il simbolo di spunta.
Il risultato è un valore “sporco” dentro il dato strutturato: un nome prodotto con caratteri strani, un prezzo formattato male, una valutazione non riconosciuta. Nei casi peggiori Google non riesce a interpretare correttamente lo schema e il rich result non viene mostrato.
Chi è più a rischio
Non tutti i siti sono coinvolti: la modifica colpisce solo chi produce JSON-LD con doppio escaping. Le situazioni tipiche sono:
- Codice o plugin datati che inseriscono entità HTML dentro il JSON-LD anziché usare l’escaping JSON.
- Sistemi che generano il markup con template HTML che applicano più livelli di escape in sequenza.
- CMS o moduli SEO che “ri-escapano” automaticamente i dati strutturati una seconda volta.
I tipi di rich result più esposti sono quelli più diffusi negli eCommerce e nei siti di contenuto: prezzi di prodotto, valutazioni e recensioni, ricette e FAQ. Se gestisci uno store PrestaShop o WooCommerce con molti moduli/plugin che aggiungono schema, è proprio lì che conviene guardare. Questa modifica arriva peraltro a pochi giorni dall’August 2026 Spam Update: due interventi diversi — uno tecnico, uno sulle norme antispam — ma entrambi nella stessa direzione, premiare i siti fatti bene.
Come verificare se il tuo sito è coinvolto
- Apri il codice sorgente di una pagina con dati strutturati (prodotto, articolo, FAQ) e cerca i blocchi
<script type="application/ld+json">. - Cerca entità HTML sospette dentro quei blocchi:
&,",&o qualsiasi sequenza che inizi con&#. In un JSON-LD corretto non dovrebbero esserci: i caratteri speciali si gestiscono con l’escaping JSON, non con quello HTML. - Usa il Test dei risultati arricchiti di Google (Rich Results Test) e l’URL Inspection di Search Console per vedere come Google interpreta ora lo schema e se i valori risultano corretti.
- Controlla il report “Miglioramenti” in Search Console nelle prossime settimane: eventuali cali di elementi validi o nuovi errori sui dati strutturati sono un campanello d’allarme.
Come correggere il markup
La regola è semplice: dentro il JSON-LD non si usano le entità HTML. I caratteri speciali vanno gestiti con l’escaping JSON standard oppure con gli escape esadecimali Unicode. Qualche esempio:
- Per la e commerciale: usa
&(oppure direttamente il carattere&in un valore JSON valido), non&. - Per i simboli minore e maggiore:
<e>. - Per le virgolette doppie interne a una stringa:
\", non".
Un esempio di frammento corretto:
<script type="application/ld+json">
{
"@context": "https://schema.org",
"@type": "Product",
"name": "Cornici & Stampe",
"aggregateRating": {
"@type": "AggregateRating",
"ratingValue": "4.8",
"reviewCount": "126"
}
}
</script>
Il punto cruciale: correggi il generatore, non le singole pagine. Nella quasi totalità dei casi il doppio escaping nasce da un plugin SEO, da un modulo che inietta lo schema o da un livello di template. Intervenire lì risolve il problema su tutto il sito in un colpo solo; correggere pagina per pagina è inutile e non scalabile. Dopo la modifica, ri-testa sempre con il Rich Results Test.
La buona notizia
Se i tuoi dati strutturati sono già scritti secondo lo standard — cioè con escaping JSON corretto e senza entità HTML — non devi fare assolutamente nulla. Questa modifica non penalizza nessuno: si limita a smettere di compensare un markup non conforme. È l'ennesima conferma di un principio che ripetiamo spesso: una SEO tecnica pulita e rispettosa degli standard rende ogni aggiornamento di Google un non-evento. Se vuoi un quadro completo, trovi altri controlli utili nella nostra checklist SEO tecnica per eCommerce e nell'approfondimento su WebP, sitemap e dati strutturati.
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